Pubblicato da: Dr Pi | 1 aprile 2007

– STOMATITE AFTOSA RICORRENTE

afta.jpgLa stomatite aftosa ricorrente (SAR) comunemente definita “afta”, è una patologie su base autoimmunitaria in cui, per cause ancora sconosciute, alcune cellule della mucosa orale, vengono riconosciute dannose dal nostro organismo il quale attiva una risposta da parte del sistema immunitario che mira alla distruzione cellulare producendo le tipiche lesioni aftose. La SAR è la malattia ulcerativa più frequente del cavo orale con una prevalenza che varia dal 2 al 200px-aphthe_unterlippe.jpg65% della popolazione generale. Diversi studi hanno dimostrato che la categoria studentesca, risulta essere più predisposta all’insorgenza della patologia con una percentuale che si aggira tra il 55 e il 65%.
Un errore comune è confondere le lesioni aftose con l’herpes labiale ricorrente; è importante, quindi, avere ben presente la conformazione e la localizzazione delle due patologie in modo da non commettere errori sulla terapia influenzando negativamente sui loro tempi di guarigione.
Le afte sono delle lesioni con andamento circolare caratterizzate da una zona centrale di ulcerazione ricoperta da una membrana fibrino-purulenta di colore giallastro che viene circondata da un bordo di colore rosso vivo (orletto eritematoso). Oltre alla conformazione la differenza con le lesione erpetiche è nella loro localizazzione, infatti, la SAR si presenta a livello della parte interna delle mucose del labbro e della guancia, nella zona inferiore della lingua (ventre) e sulla mucosa del palato molle profondamente al cavo orale. Una modalità più semplice per differenziare le due patologie consiste nel fatto che la SAR si localizza nelle zone di mucosa esclusivamente intraorale e di colore rosso vivo,  mentre l’herpes labiale ricorrente a livello delle zone di mucosa intra ed extra orale di colore roseo.
Le cause che sono alla base dell’insorgenza della SAR sono ancora sconosciute ma diversi autori hanno ipotizzato un possibile ruolo di moltiplici fattori quali lo stress, traumi e alcuni microrganismi virali e batterici. Nonostante queste numerose ipotesi, c’è da sottilineare che non sono mai state raggiunte delle conclusioni definitive sulle reali cause che portano all’insorgenza della patologia, si è però riscontrato che lo stress e l’infezione ad opera dei microrganismi, porta ad un certo grado di immunodepressione (calo delle difese immunitarie) che si presuppone essere alla base dello sviluppo delle lesioni.
Il trattamento della SAR varia a seconda della gravità e dell’estensione delle lesioni. Le afte minori (diametro inferiore a 1cm) e di breve durata, in genere, non necessitano di alcun trattamento. Nel caso invece di afte minori o maggiori (diametro superiore a 1cm) multiple e persistenti sono utili farmaci per uso topico (che si applicano localmente alla lesione).
I farmaci utilizzati sono:

  • clorexidina in sciacqui: è il farmaco di prima scelta specie nelle afte minori;
  • corticosteroidei topici come flucinonide gel o il desametasone in soluzione viscosa (0,5 mg/5ml): utili nel caso di afte multiple e di grandi dimensioni.
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Responses

  1. salve, vorrei sapere quale procedimento attuare in caso di frattura di un dente (incisivo dx inf), in un dente autodevitalizzatosi in passato, sotto il quale si era formato un granuloma poi risolto con la tecnica dell’incisione dell’apice dentale e con l’introduzione di una medicazione dapprima provvisoria e poi permanente. siccome il dente è devitalizzato, occorre intervenire(sono un soggetto fortemente allergico ed in seguito al trattamento del granuloma stavo morendo per allergia forse crociata tra una compressa di bacacil ed i componenti la medicazione)? oppure conviene tenerlo fintanto non si riveli improcastinabile l’intervento? se si può tenere occorre intervenire con tecniche particolari o si può lasciare tutto così com’è? ed è sconsigliato l’uso del filo interdentale nei pressi del dente incriminato? la frattura uò essere stata causata dall’imperizia del dentista nell’effettuare la pulizia, difatti l’insorgenza del dolore è immediatamente successiva alle manovre di pulizia, esempre dopo di essa è apparsa una riga nera all’inserzione del dente nela gengiva forse la corona scoperta? può sintomo di qualche danno ulteriore?

  2. Da quanto ho capito la perdita di vitalità del suo incisivo ha provocato una reazione granulomatosa periapicale che è stata trattata attraverso apicectomia.
    Non capisco però se è stata eseguita comunque una terapia canalare sul dente interessato o no.
    Ad ogni modo, la prognosi dipende molto dalla posizione corono-apicale della frattura e dall’andamento che ha la stessa (orizzontale, verticale, obliquo). Se ha veramente una frattura non trattabile, questo dente è sede di penetrazione di batteri e rappresenta quindi un focolaio infiammatorio cronico che andrebbe rimosso.
    Il filo interdentale può usarlo, sempre che ci riesca.
    Anche i denti si fratturano. Un dente devitalizzato è più fragile e quindi maggiormente soggetto a tale evenienza. L’apicectomia inoltre contribuisce sicuramente all’indebolimento dell’elemento dentario.
    Ritengo improbabile che il dente si sia fratturato in seguito alla semplice pulizia. Anche se così è stato non lo imputerei sicuramente ad imperizia, ma come una spiacevole coincidenza poichè le forze che il suo dente subisce durante la masticazione sono ben maggiori.


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