Pubblicato da: Dr Kappa | 2 aprile 2007

– QUANDO UN DENTE VA DEVITALIZZATO?

Ci sono diversi motivi per cui un dente deve essere sottoposto a devitalizzazione. Primo fra tutti uno stato infiammatorio irreversibile della polpa dentaria (pulpite), che provoca dolore fino a quando quest’ultima va in necrosi. Il tessuto necrotico va asportato, in quanto fonte di infezione per l’organismo.
Altro motivo per cui si può esser costretti a devitalizzare un dente è una carie molto profonda, che arriva ad interessare il tessuto pulpare.
Anche la protesi fissa (corone o capsule) può richiedere la devitalizzazione degli elementi dentari (soprattutto in denti molto estrusi, cioè “più o meno fuoriusciti in direzione verticale dalla loro sede”)se il clinico ritiene che ci siano alte probabilità che la polpa dentaria vada in necrosi.

I motivi per cui si deve devitalizzare un dente sono molteplici; come indicazione generale, tutte quelle volte in cui la rimozione di tessuto dentale comporta un pericoloso avvicinamento alla polpa e, magari, una sua esposizione, è consigliato eseguire la terapia canalare.

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Responses

  1. vi sottopongo questo scenario: un mio molare ha perso un pezzo, dove era stato fatto un intarsio. La camera pulpare appare “ritratta”. Nessuna infezione o fastidio, ma perdita di sensibilità del dente (probabilmente già al tempo del vecchio intarsio). Il resto del dente è sano.

    E’ meglio fare una cura canalare e mettere una corona, oppure “riparare” la parte fratturata ricoprendola con qualcosa che riduca il rischio di infiltrazioni nella camera pulpare?

    Tutti i dentisti che ho visitato partono subito per la prima ipotesi (senza considerare le seconda). Ma a me rimane il dubbio: scassare tutto un dente per metterci sopra un protesi (corona) crea una interfaccia enorme fra protesi e “dente naurale”, mentre una riparazione / protezione dell’esistente ne crea una meno estesa. Inoltre credo (ma forse mi illudo) che lo smalto del dente originale sia meglio di qualsiasi altra protesi.
    Terzo, qualsiasi intervento chirurgico (endodonzia in questo caso) ha dei rischi e una durata, dopo il quale dovro’ subire ulteriori interventi.

    Esiste un criterio oggettivo per capire quando è veramente necessario l’intervento chirurgico endodontico?
    Non è parimenti efficace una “protezione” alla quale, quando si deteriorerà, potrà eventualmente seguire una cura canalare / corona?

    Cosa piu’ importante: esistono studi statistici soggetti a revisione scientifica che dimostrano che un approccio è meglio dell’altro?

    grazie

  2. Salve leo
    mi complimeto con lei per la sua ottima preparazione e conoscenza tecnica e per l’esposizione della domanda che risulata essere molto interessante.

    Quello che posso dirLe che prima di qualsiasi comparazione oggettiva tra le due terapie che mi espone bisogna compiere due importanti valutazioni.

    1- se il dente è necrotico cioè la polpa è morta l’unica soluzione possibile e valida è la terapia canalare del dente a prescindere da ogni cosa.
    Questo perchè il processo patologico presente all’interno del sistema canalare potrebbe estendersi oltre apice andando a sostenere processi infiammatori cronici quali cisti e granulomi.
    Per valutare la vitalità del dente esistono semplicissimi test da eseguirsi durante la visita clinica. Quindi se gli odontoiatri hanno valutato questo la terapia da loro proposta è correttissima.

    2- Altro parametro da valutare è la presenza di infiltrazion marginale che sostiene un processo carioso secondario.
    Se c’è presenza di infiltrazione la soluzione è comunque rimuovere interamente il tessuto dentale patologico. Ciò significa rimuovere l’intarsio e asportare il tessuto carioso.
    Si ha quindi ulteriore perdita di sotegno dentale da sommarsi alla frattura patologica e a quel punto bisognerà valutare se esistono ancora le indicazione ad eseguire un nuovo intarsio oppure optare per una corona.
    Per eseguire un intarsio vi deve essere sufficente tessuto dentario a sostenerlo se no si andrebbe incontro ad un sicuro fallimento della terapia sotto i carichi masticatori.

    Questi sono due parametri fondamantali da tenere in considerazione prima di qualsiasi valutazioni.
    C’è poi da chiarire se l’intarsio che lei presenta è in composito o cermaica. La riparazione della ceramica risulta notevolemnte indagionosa da operarsi in seduta odontoiatrica diretta e i suoi risultati sono alquanto scarsi. La soluzione è rifare l’intera terapia.
    Un ulteriore considerazione da porsi è la motivazione della frattura. Non ritengo valida la soluzione di ripristinare e riparare una frattura su un dente che ne è soggetto. Il problema sarebbe solo rimandato.

    Sicurmante il mantenimento conservativo del dente è una delle prerogative che tutti gli odontoiatri vorrebbero raggiungere ma solo se ci sono le indicazioni a farlo. In alternativa la ricopertura protesica è in assoluto la soluzione migliore per il paziente in quanto, se ben eseguita, garantisce una durata a lungo termine paragonabile alla struttura dentale naturale.
    Le ricordo inoltre che la terapia canalare non è necessariamante chirurgica anzi nella stragrande maggioranza dei casi l’approccio è ortogrado senza necessità di nessun intervento e rischi correlati. La chirurgia endodontica si esegue solo in particolari circostanze in cui lei non sembra rientrare.

    A livello scientifico la letteratura mette a confronto l’approccio diretto (otturazione) con quello indiretto (intarsi) e ci sono specifiche indicazioni. Non esistono studi di correlazione sulla riparazione o corona. La riparazione include in se già il principio di fallimento della terapia.

    Spero di esserle stato d’aiuto e non esiti a rispondere per ulteriori chierimenti.
    Saluti

  3. Egregio Dottore,

    Ho il dispiacere di esporLe quanto segue:
    da pochi giorni il mio dentista mi ha comunicato che uno dei miei bellissimi “dentoni” superiori dovrà passare a miglior vita pur rimanendo in piedi. La radiografia mostra una impercettibile attività infiammatoria alla base del dente(pulpite?), più che un dolore, qui stiamo parlando di un leggerissimo fastidio. La radiografia è stata effettuata poichè ho fatto notare al mio dentista, durante una normalissima detartrasi, che avevo una sorta di piccola fistolina gengivale proprio sopra il dentone in oggetto. Da questa fistolina, ovviamente e talvolta, fuoriusciva(al momento non più, la polpa deve avere sentito tutto, ora la polpa ha paura!)del ridottissimo liquido di spurgo, non era un’afta, non era stress, bensì erano evidenti segni di un processo infiammatorio in atto, appunto! Ora, prima di procedere alla, eufemisticamente detta, devitalizzazione(chiamare le cose con il loro nome no??? Questo è un denticidio in piena regola, diamine!), Le chiedo Dottore, è mai possibile che quella macchina perfetta, qual’è il corpo umano, non sia in grado di rendere reversibile questa situazione di “orgia” batterica con l’aiutino di un antibatterico “moralmente inflessibile” e topico? Il mio bellissimo dentone è ben strutturato(segnato solo da una assai remota carie,trattata in tempo, pare?!), di ottimo aspetto e cromia e soprattutto vuole vivere! Dottore Carissimo, dobbiamo proprio? Inoltre vista la sua, del dentone sempre, allocazione all’interno della mia bocca, si può tranquillamente dire che rappresenti almeno metà del mio sorriso. Il mio sorriso è sinonimo di sicurezza personale ed interazione costruttiva con il resto del mondo. Un vecchio amico sincero mi ha detto che quasi sicuramente il dentone, da nonvivo, cambierà anche di colore, ovvero arriverà a non avere alcun colore se non il grigio/nero dell’eterno riposo! Esistono dei “make-up” creati ad hoc, lo so, però se l’effetto ombra è ineluttabile, vorrebbe essere così gentile da indicarmi il miglior percorso di “preghiera” già in fase di canalizzazione dell’amato, e a quel punto indimenticato, dentone!

    Grato del Suo tempo dedicatomi,
    La ringrazio e saluto

    Il proprietario del “dentone”

  4. Salve Alessandro devo dire bellissimo il suo discorso un po’ poetico…… molto molto simpatico……………

    A parte le battute purtoppo per il suo dentone la diagnosi del suo dentista è corretta.
    La presenza della fistola sta a significare la presenza di un processo infiammatorio all’apice confermato dalla lastra.
    Sempre purtroppo per il suo dentone ciò ci dice come la carica batterica dalla superficie esterna ha raggiunto i suo canali radicolari fino ad estendersi oltre apice andando ad “uccidere” la polpa vitale e quindi il dente. In questo caso il nostro organismo ha fallito la patologia ha vinto e non c’è rimedio che la devitalizzazione.
    La presenza della fistola le ha risparmiato i lancinanti dolori da ascesso dentale che poteva provare……. in questo caso il nostro organismo lo ha aiutato quindi direi “grazie fistola”.

    Anche se apparentemente la situazione è silente l’evoluzione del processo infiammatorio sarebbe un granuloma o/e cisti e il suo dentone andrebbe incontro ad un cambiamento inesorabile del suo colore senza parlare dell’eventuale sensazione dolorifica se la fistola scompare.

    Purtoppo le devo dire che la dv è l’unica soluzione….. poi non è assolutamnete vero che tutti i denti devitalizzati cambiano colore….. ciò dipende da numerosi paramatri e fattori che se ben controllati non influiscono affato sul cambiamento di colore…….. poi in caso succedesse esistono numerose e valide tecniche di sbiancamento quindi stia tranquillo che se il nostro organismo non ci aiuta in questo caso e non sempre purtoppo noi ci possiamo aiutre da soli……. confidi i noi dentisti
    A parte le battute spero di esserLe stato d’aiuto e sufficentemente chiaro
    Saluti

  5. Gentilissimo Dottor Pi,

    Prima di tutto,
    grazie di cuore per la prontezza della Sua risposta.
    Secondariamente, ma non di minor importanza, devo dirLe che, dopo aver letto la Sua chiarissima diagnosi, sono molto più sereno e bendisposto verso l’urgenza e necessità dell’intervento.
    Confido nelle persone sincere come Lei (ho anche “sbirciato” alcune Sue info personali presenti in questo sito, complimenti!).
    Prima l’uomo giusto, la base, poi il professionista come naturale evoluzione delle qualità del primo.
    Buona vita e tanti auguri per la Sua carriera medica.

    Cordiali Saluti
    Il proprietario del “dentone”(meno triste ora)

  6. Salve Alessandro,
    La ringrazio per i complimenti… è grazie a persone come lei che questo sito ha ragione di esistere…..
    Saluti

  7. Salve,
    Ho ricevuto due settimane fa durante una partta di rugby una testata nei denti che ha convolto gli incisivi superiori.
    Subito dopo la partita uno degli incisivi risultava leggermente spostato verso l’interno della bocca e tutti si muovevano paurosamente. Tempo 48 ore i denti non si muovevano + di tanto. Il giorno dopo la dentista mi ha detto che c’era un movimento di livello 1, credo si dica così. Mi ha dato un antibiotico x le infezioni e l’OKI colluttorio, oltre al mesulid 100.
    Oggi ho notato che i due incisivi centrali hanno una strana colorazione grigio chiaro, spero però che sia solo una mia impressione. I denti non si muovono quasi per niente ad oggi e se li batto con l’unghia dal basso verso l’alto sento una fitta, per così dire, come se li mettessi a contatto con del ghiaccio.
    La mia domanda è, mi cadranno?ahah! C’è il rischio di doverli salutare?

    Grazie in Anticipo

  8. Salve Alessandro
    dalla sua descrizione posso dedurre che i denti in questione hanno perso la loro vitalità nel senso che il colpo potrebbe aver reciso il sottile fascio vascolo nervoso che sostiene la vitalità del dente. Tutto ciò è valutabile attraverso test clinici e radiografici. Se tali supposizioni verranno confermate dovrà devitalizzare i denti traumatizzati.
    Saluti


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